Un blog scritto con una penna di vetro, per essere trasparente,
con l'acido come inchiostro, per essere incisivo,
e una mano sul cuore, perché è mio.
Sento dire che un ineffabile Ministro (stavo per dire "stronzo", ma quell'aggettivo lo può dire solo Fini) pensa all'abolizione della "pausa pranzo".
Ma questo ineffabile dalla faccia ineffabile ha mai lavorato in fabbrica o in ufficio? Nove o dieci ore in una giornata? Coi "problemi da risolvere subito" che ti piovono in testa con ogni mezzo lecito e illecito?
Mangiare alla scrivania? Ho visto un collega che, per motivi suoi, stava appunto "mangiando alla scrivania". È arrivato qualcuno che l'ha fatto smettere di mangiare per occuparsi di un problema di lavoro. Sono queste le condizioni di vita e di lavoro a cui aspiriamo?
Ma vaffanculo, va!
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Mi sentivo benissimo, malgrado una giornata di lavoro piuttosto pesante (come sempre).
Sono andato dal medico per farmi prescrivere le "solite" medicine (cose che capitano a un "malato cronico", seppure non grave).
Stranamente, dal medico c'era poca coda. Meno stranamente, la segretaria stava perdendo l'ennesima battaglia contro il programma per la stampa delle ricette.
Visto che invece il medico era libero, mi sono affacciato un attimo nel suo studio, sperando che almeno lui potesse salvarmi dall'inferno "segretaria-pc-ricette". Niente da fare. In compenso mi ha subito chiesto se volevo vaccinarmi contro l'influenza (quella "tradizionale", di tipo "B"). Visto che non ero incline, mi ha ricordato che, essendo diabetico, avrei rischiato grosso se mi fosse capitato di prendere entrambe le influenze.
Gli ho fatto presente che ci vuole una bella... fortuna per beccarsele entrambe contemporaneamente. Lui ha precisato che intendeva "anche una dopo l'altra". Ho intensificato le procedure apotropaiche già iniziate all'atto della sua frase precedente.
Alla fine, dopo conversazione di circostanza con la segretaria, debitamente e visibilmente raffreddata, sono riuscito ad avere le mie ricette firmate e senza errori.
Sono uscito dallo studio col mal di gola. Sarà un caso?
Quando c'è puzza di bruciato, da qualche parte qualcosa sta bruciando.

Ho fatto un sogno.
La distribuzione della musica avveniva tramite Internet via P2P. Gratis. Quel francese che voleva farla pagare a tutti era morto dal dispiacere. Così pure gli altri europei che la pensavano come lui.
Le Case Discografiche erano tutte fallite per mancanza di "business".
I cantanti (e i suonatori) di musica pop/rock erano poverissimi ed avevano tutti un "secondo lavoro" che permetteva loro di sopravvivere: non avendo a disposizione molti soldi, avevano smesso di comportarsi in modo bizzarro e di trasmettere queste loro bizzarrie ai giovani a cui piaceva la loro musica. C'erano molti concerti organizzati da associazioni socio-culturali. Gratis.
Erano spariti dalla TV tutti i programmi di "scouting" delle "giovani promesse". Anzi, tutta la TV stava attraversando una grossa crisi di ascolti e soprattutto di credibilità.
Ognuno si sentiva libero di pensare con la propria testa, e chi provava a fare il prepotente veniva direttamente mandato affanculo.
Poi mi sono svegliato...
Sorprendersi e trovarsi una mattina in un nuovo fuso orario, dove il sole è più basso, e in più tramonta prima.
Spostiamo il pranzo, e la colazione è ancora là, fra i rumori della doccia ed il balcone.
Greenwich Mean Time + 1 d'ora in poi.
Da una conversazione con un collega quasi coetaneo. Siamo partiti dallo sconforto per le recenti esternazioni riguardanti le pensioni prossime venture.
Ho passato la vita a "dovere". Non sono andato all'asilo perché non c'erano asili comunali nella mia borgata, e per quelli privati i miei non avevano i soldi. Anzi, mia madre, che aveva un lavoro come contabile, si era licenziata in occasione della mia nascita. Così ho passato tutta l'infanzia a "dovere" andare bene a scuola, per compensare i sacrifici dei miei.
Al Liceo ci sono potuto andare solo perché ero figlio unico: quante volte me l'hanno ricordato! E "dovevo" prendere la media del 7 o addirittura dell'otto per avere l'esenzione (parziale) dalle tasse scolastiche.
Per l'Università, ho scelto un Corso di Laurea di soli 4 anni perché "dovevo" finire presto e lavorare (anche perché volevo andarmene da quella casa). Per lo stesso motivo (più che per motivi "ideologici"), ho fatto il soldato semplice invece dell'allievo Ufficiale, ai tempi in cui tutto ciò era obbligatorio.
Per mia fortuna, ho sempre lavorato e ho sempre "dovuto" versare i contributi pensionistici, escluso un periodo di 4 anni in cui ero "free-lance" e i contributi non erano obbligatori.
Da quando sono diventato padre, ovviamente ho "dovuto" lavorare e cercare di migliorare la mia posizione, per assicurare un futuro decente ai figli.
Da moltissimi anni ho "dovuto" rinunciare al cinema e ad altri futili divertimenti, a favore della vita in famiglia.
Da quando mio padre è rimasto solo, "devo" in qualche modo occuparmi anche di lui. Con la sua ancora decente pensione riesce a garantirsi vitto e alloggio, ma non l'assistenza di cui ha bisogno 24 ore su 24.
Dopo 33 anni di attività e poche settimane di assenza per malattia, non posso certo definirmi assenteista.
Che cosa posso sperare per la mia Pensione? Mi farà vivere decentemente? E per quanto tempo (ammesso che stia bene in salute)? Dal ticket (obbligatorio) che ora pago per certe medicine (obbligatorie) sarò esentato? In tutto questo, quando ho iniziato a lavorare, mi avevano raccontato la favola che i contributi pensionistici vengono accumulati negli anni e che ognuno paga per la propria pensione. Invece, a un certo punto, ciò non è più stato vero. Ognuno ha cominciato a pagare per la pensione di chi era in pensione in quel momento, e qualcun altro avrebbe pagato per la mia pensione in futuro. E i soldi che avevo versato fino ad allora? E il mio sogno egualitario "da formica laboriosa"? Erano gli anni del Craxismo e dell'Italia governata in maniera scellerata. Ho persino "dovuto" accettare pezzi di carta (i BOT) in cambio di un pezzo del mio TFR. Ho dovuto subire un prelievo forzoso dal mio conto corrente. Mentre stavo mettendo da parte quel po' di soldi che servivano per comprare casa.
Che cos'altro può ancora essermi rubato? Che altro "devo" aspettarmi? O forse qualcuno spera che io muoia il giorno stesso in cui dovrei andare in Pensione. Farò il possibile per deluderlo.
11 Ottobre. Esattamente un anno fa' stavo passando una deliziosa giornata al prontosoccorso. Non era infarto. Lo dissero quasi subito. Era solo una crisi di una malattia che non sapevo di avere, il diabete.
Cominciai così la simpatica abitudine di altre 6 pillole quotidiane, oltre alle 2 che già prendevo per l'ipertensione.
L'11 Ottobre era pure il compleanno di mia madre.
L'11 Ottobre è uno dei giorni più lontani dal mio compleanno. L'inizio del "periodo buio". Ed io ho paura del buio.
Quest'anno ho le bolle. Non so che bolle sono. Potrebbero essere Bolle di Scomunica. Me le tengo, finché passano. O passo io.
Tutto passa.
Anche l'uva che non posso mangiare.
"La libera fantasia trae le sue immagini dalla realtà che ci circonda e le trasforma, donando loro una nuova forma di vita, quella all'interno della nostra mente, per quanto incomunicabile, però comune a tutti gli esseri umani"
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